Italia

Parigi, ottobre 2019

3 ottobre

23 volte a Parigi, ma non li dimostra

L’arrivo ormai è standard: apertura casa e valigie, spesa, cena leggera

4 ottobre

Prima di tutto la spesa, e siccome in Rue St. Antoine c’è il nostro orstricatìro di fiducia, comperiamo moules de Bouchot. e gamberi grigi per la cena

Portiamo tutto a casa e ripartiamo per il Beaubourg, dove c’è un’unica mostra dedicata a Francis Bacon: Bacon en toutes lettres.

Non è un autore dei più facili: la bellezza cromatica dei suoi dipinti si confonde con le forme indefinite dei corpi, i rimandi alla carne che invecchia e muore, le linee sempre al limite della comprensione razionale. Ma i suoi dipinti hanno un innegabile fascino attrattivo, e bisogna a un certo punto ammettere che la realtà come Bacon la vede non è così distante da quella che vediamo noi, sebbene riconosciamo forme completamente diverse. Del resto l’autore confessa di ispirarsi alla letteratura, e a un numero definiti di autori noti (Eschilo, Conrad, Thomas Eliot, Bataille) per trovare la creatività con cui sviluppare i suoi lavori.

La visita, come sempre, è molto ampia e porta via alcune ore, ma è l’unica allestita in questo momento nel museo, dove sono in corso profondi lavori di ristrutturazione.

Non è nè presto nè tardi: continuiamo sulla Rive Droite fino al negozio di Fauchon, per la consueta scorta. Delusione! L’impostazione del negozio è molto cambiata, il personale scarseggia, così come scarseggiano i nostri prodotti preferiti. Ci accontentiamo di due qualità di té, ma finiamo la spesa vicino a casa, da Marriage Frères , dove l’atmosfera di vecchia casa da té è invariata e forse invariabile.

Sono quasi le 18, rientriamo a casa, e il tempo ci vuole tutto per preparare il sugo di muscoli e i gamberi, ma ne vale la pena: cena eccezionale.

Stasera arrivano Davide e Alessandra

5 ottobre

La mattina è leggermente piovosa. Dopo un po’ di spesa, visitiamo il Museo Arts et Métiers.

All’interno di una bella costruzione d’epoca e adiacente alla chiesa di Saint-Martin-des-Champs, il museo presenta una ricchissima collezione di oggetti e modelli che propongono la storia della scienza dagli albori a oggi. Materiali, energia, meccanica, costruzioni, trasporti e comunicazione, per ognuno di questi soggetti, declinati nei dettagli, è possibile vedere esempi, spiegazioni e rappresentazioni filmate o ricreate, dettagli di come le numerose invenzioni nate dalla creatività artigianale, siano diventate nel tempo le comodità di cui viviamo oggi.

Macchine volanti preludono agli aerei, mentre ingombranti veicoli e carrozze erano già dotate di un motore in grado di farle muovere autonomamente.

Un gigantesco calcolatore è il papà dei nostri piccolissimi cellulari e computer.

Gli affascinanti telai di legno a scheda perforata erano già capaci di creare motivi e disegni bellissimi.

Meno intuitiva, per me, ma altrettanto affascinante è tutta la storia dell’energia, dai primi impulsi elettrici alla pila, fino a quello che oggi muove quasi qualunque cosa, per finire con un modello che racconta come funziona l’energia nucleare e, finalmente, quella solare.

A Lavoiser, padre della chimica, è dedicata una stanza, dove è stato ricostruito un modello del suo laboratorio.

Infine, tutte le applicazioni dell’elettronica e della trasmissione senza fili, da applicare alle immagini (microscopio), alla televisione, al nostro quotidiano.

Non mancano esempi dove la creatività scientifica si sposa con quella artistica, per diventare preziosa ceramica o i meravigliosi vasi in vetro di Gallé.

E’ magnifico prendere coscienza di come la realtà sia molto più versatile, molto meno rigida di come appare a prima vista, noi per primi forse.

Nella parte finale si affaccia l’ecologia, in particolare una sezione dedicata agli imballaggi: la loro importanza, il cambiamento che hanno generato, e la necessità di rivederli, più che ridurli, oggi.

Ma alla fine, il momento più entusiasmante è stato quello dedicato alla dimostrazione della rotazione terrestre, grazie al Pendolo di Faucoult.

Una sfera di cinque chilogrammi pende da un lunghissimo filo agganciato alla cupola dell’abside della chiesa. Il pendolo oscilla su un piano dove, in precisa posizione, sono stati posizionati dei cilindretti di piombo. Man mano che le oscillazioni proseguono, il pendolo colpisce e fa cadere, gradatamente, tutti i cilindretti. Il peso dondola sempre secondo lo stesso asse, ma il piano sotto lentamente si sposta, e i cilindri entrano in collisione.

Il pubblico di bambini è totalmente affascinato, ma lo sono anch’io!

Lasciamo il museo per incontrate Silvia e Giordano. Li raggiungiamo in rue du Roi de Sicilie, davanti alla libreria italiana. Ci avviamo per una passeggiata lungo rue de Rivoli. E’ sabato pomeriggio, i marciapiedi sono affollatissimi, e così il traffico. Ci rifugiamo sulla terrazza dei Magazines Samaritaine, da poco riaperti e restaurati, per un caffè di gran lusso.

Li lasciamo per tornare a casa e prepararci: stasera cena a La Coupole, a festeggiare un compleanno! Cena squisita, vino ottimo, ambiente frizzante, accogliente e molto parigino, e rientro con calma a piedi costeggiando i Jardins du Luxembourg e il Quartiere Latino.

C’è la notte bianca, la città è in festa, con noi.

6 ottobre

La domenica parigina comincia sempre con la spesa dall’ostricaro di fiducia, dal boulanger preferito e con un giro al mercato di Blv Richard Lenoir. E siccome di domenica si ha poca voglia di organizzare, è anche bello gironzolare per il quartiere, fare un po’ di shopping e scoprire dove è successo il terribile fatto di Charlie Hebdo.

Al pomeriggio non si fa molto, perchè aspettiamo a cena Silvia e Giuliano, e bisogna preparare. La serata passa poi con davvero molta allegria, buon cibo, buon vino e champagne.

7 ottobre

Stamattina ci sta una capatina alla Libreria Shakespeare, un posto sempre gradevole da visitare perchè non è mai uguale. Riesco anche a comperare un libro da regalare: To kill a mockingbird, una lettura indispensabile.

Nel pomeriggio andiamo a Montmartre, un po’ per incontrare Silvia e Giuliano ai quali dobbiamo lasciare un piccolo regalo, un po’ per fare un giro di shopping al Surplus di APC, e molto per rivedere la collina, non tanto la parte turistica concentrata su Place du Tertre, quanto il versante posteriore, con il museo Montmartre, la Maison Rose, e la vigna pronta per la vendemmia, rossa o oro.

Torniamo a piedi con una bellissima passeggiata, dove ci fermiamo solo per una breve visita alla chiesa di St. Laurent, antichissima per fondazione e ovviamente molto rivisitata, ma con alcuni elementi di pregio: qualche vetrata colorata, le chiavi di volta pendenti, un magnifico pulpito in legno istoriato.

Serata tranquilla e anche un po’ dietetica.

8 ottobre

Piove, e pioverà tutto il giorno, le previsioni difficilmente sbagliano. Ma non piove così forte da costringerci da fermarci in casa. Andiamo a visitare le Serres d’Auteuil, uno spazio dedicato alla coltura di piante provenienti da tutto il mondo.

Il viaggio è abbastanza lungo, le serre sono dall’altra parte di Parigi rispetto a casa nostra, ma ne vale pienamente la pena, anche con il tempo grigio.

Entriamo in un parco magnifico, percorso da viali dove svettano alberi secolari, e dove i prati si alternano a cespugli fioriti, arbusti verdi e rigogliosi, spazi aperti ben organizzati. Tra i viali, le serre in struttura di ferro e vetro, ancora con le loro linee ottocentesche, quasi tutte visitabili per godere della bellezza e della ricchezza delle piante esposte, raccolte secondo la specie, la zona di provenienza, le affinità.

Un altro corridoio è percorso da serre moderne, dotate di strumentazione tecnologica per controllare acqua, temperatura e umidità, dove sono raccolte le piante più rare provenienti dalle aree più calde del mondo.

Un bel gruppo di giardinieri svolge il suo lavoro, ed è gentilmente a disposizione per ogni quesito, mentre qua e là tavolini attrezzati, anche al coperto, permettono un minuto di riposo.

La sensazione di vivere immersi nella natura, lontani dai rumori e dal caos del traffico, peraltro non lontano, è particolarmente piacevole e invita a non affrettarsi.

La storia di queste serre supera i cento anni e, sebbene per un periodo un po’ trascurate, oggi sono di nuovo pienamente valorizzate e si preoccupano di far crescere tutte le piante che verranno usate per abbellire i parchi di Parigi.

Un po’ a malincuore ci allontaniamo, passando però dalla Square du Poets, un parco adiacente di grande bellezza e pulizia, dove i percorso sono intervallati da testi poetici incisi sui sassi.

E’ ora di tornare verso casa. Visto che ci aspetta una cena molto parca, facciamo merenda con hot dog e bagel, e un lungo, ampio giro per il Marais che dopodomani dovremo salutare

9 ottobre

Potevamo lasciare Parigi senza una visita alla Dame de fer? Ovviamente no, e abbiamo rispettato il nostro rito di salire a piedi fino a secondo piano, questa volta tra l’altro facendo meno coda del solito. Dalla tour siamo tornati a casa a piedi, percorrendo tutti gli Champs Elysées nella vana ricerca dell’installazione di Jeff Koons, che non abbiamo trovato!

Ci concediamo una buona birra alla Cave St. Gilles, dove l’accompagnano con deliziose olive, e dove, mentre sorseggiamo, si scatena una ramata d’acqua potentissima, e bella da vedere dalla nostra comoda postazione all’aperto, ma riparata. E ora le valigie …

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