Parigi 2013 – 2014

FEBBRAIO 2013

Venerdì 15 febbraio

Parigi è sempre Parigi e anche in febbraio, nonostante le aspettative siano di freddo polare e città diversa, in realtà il freddo non è così intenso, anzi, e la città è piena di turisti come sempre.

Comme d’abitude, la prima giornata qui è dedicata a una passeggiata perlustrativa fino alla Tour, con salita a piedi fino al secondo piano (circa 700 gradini). Si va a verificare che, non si sa mai, l’avessero spostata.

Il percorso più divertente è quello che da Faubourg St. Antoine porta all’Ile St. Louis con i suoi bei negozietti, o all’Ile de la Cité dove sorge Notre Dame. La cattedrale festeggia 850 anni di vita, portati molto bene devo dire, e per l’occasione deve subire l’invasione di una sorta di palco-gradinata, fatto per poter ammirare meglio la chiesa, ma che spezza irrimediabilmente l’armonia della piazza.

Al Louvre prendiamo la metro fino alla Tour, che ogni volta emoziona per la sua struttura, così leggera e così possente …

Facciamo i 700 gradini fino al secondo piano e lì ci divertiamo, come tutte le volte, a scoprire i luoghi che conosciamo, caso mai avessero spostato qualcosa … Il cielo oggi è bello e variato come solo nei grandissimi spazi si rivela: azzurro sereno con nuvole bianche e grigie e viola che si muovono in continuazione e cambiano il colore della città …

Ormai siamo caldi, e torniamo a casa a piedi, cioè praticamente attraversiamo tutto il centro di Parigi. Da Place del’Etoile scendiamo sugli Champs Elysées, viriamo a sinistra per Faubourg St. Honorè e la vetrina coreografica di Hermes, costeggiamo les Halles, ora un cantiere, rientriamo nel Marais e siamo a casa.

Dopo pochi minuti arriva Sylvia a salutare, e poi andiamo da Chiara, Sylvain e il piccolo, tenero Martin, per un aperitivo a base di Chablis e vino della Tourenne …

Sabato 16 febbraio

Prima di tutto andiamo dall’ostricaro in Faubourg St. Antoine e compriamo una dozzina di ostriche e due belle manciate di gamberi, la cena è organizzata. Mattinata dedicata allo shopping nell’outlet di APC, per il quale dobbiamo andare fino a Montmartre … ma ne vale la pena, tutto a metà prezzo! Penso che Montmartre sia il posto più turistico del mondo, quindi lo snobbo abbastanza. Torniamo a piedi verso casa, scendendo dalla collina verso i Grand Boulevards, e attraversando alcuni degli affascinanti passages di Paris, dove è facile trovare la sorpresa di qualche negozietto particolare, vecchie collezioni, artigiani insoliti. Per esempio, comperiamo tè e cioccolato “A’ la mère de famille”, uno strepitoso negozio d’epoca datato 1761. Torniamo verso il Marais perché abbiamo appuntamento con Chiara e Sylvain per assistere alla performance di un artista che loro ammirano molto, Jonone. Da bravo primadonna, Jonone si fa attendere così tanto che ci stufiamo e ce ne andiamo. Ci tuffiamo nella folla del sabato pomeriggio (l’impressione è che tutta Parigi sia in questo quartiere) e percorriamo il perimetro di Place de Vosges con le sue allegre gallerie d’arte. Torniamo a casa, le ostriche ci aspettano …

Domenica 17 febbraio

Stamattina facciamo i parigini, che mi piace tanto, e andiamo a fare la spesa la mercato settimanale di Boulevard Richard Lenoir: torniamo con frutta, insalata, formaggi, carne.

Ci avviamo verso Bercy pregustando  un bel percorso sulla Senna, e sulla strada incontriamo una nuova galleria d’arte “Trois cerises sur une étagère” con l’esposizione di quadri dedicati al tramonto del sole in Bretagna, realizzati da un giovane artista … Rimango quasi folgorata dalla bellezza, dalla capacità di mettere sulla tela i meravigliosi colori del tramonto sul mare. Il proprietario della galleria, Robert … è simpaticissimo e così appassionato da trasmettere il suo entusiasmo! Decido di rimanere in contatto e ritornare a trovarlo la prossima volta! Ora dedichiamoci al programma di oggi, che prevede la visita alla mostra “La photographie en 100 chefs-d’oeuvre” allestita alla Biblioteca Nazionale di Francia, possente monumento realizzato a Bercy con spazi interni organizzati per biblioteca ed esposizioni e spazi esterni straordinariamente accoglienti, persino con questo freddo! La struttura da sola vale la visita, con i quattro palazzoni a forma di libro incredibilmente leggeri nonostante la mole, che racchiudono un amplissimo spazio aperto, ricco di piante, che si affaccia sulla Senna. La mostra è più interessante che bella, sono esposte fotografie di proprietà della biblioteca, scelte in uno spazio temporale di quasi 200 anni, e le più antiche sono, agli occhi di oggi, poco attraenti. Guardare però il percorso del mezzo è un esercizio appassionante. A completare la mostra, altre immagini di giovani fotografi contemporanei molto attenti all’attualità e molto attenti alla bellezza.

Sulla strada del ritorno (sempre a piedi!) visitiamo i nuovi Docks-Cité de la Mode e du Design, con la bella terrazza sull’acqua, e rientriamo tranquillamente a casa passeggiando lungo la Senna, facendo tappa al Village St. Paul, che continua a non piacermi, e finendo con un breve giro nel Marais, dove non mi stanco di andare.

Dopo un aperitivo casalingo, la cena è faux filet e tournedos alla messicana, innaffiati da uno squisito vino di Bordeaux.

Lunedì 18 febbraio

Giornata intensa oggi, forse anche grazie al clima, freddo sopportabile e cielo blu! Si comincia con il Louvre, dove visitiamo la nuova area dedicata all’arte dell’Islam. Trattandosi del Louvre, non poteva essere altro che il massimo della qualità e della chiarezza. Oggetti meravigliosi,vecchi di centinaia di anni, testimoniano una capacità di circondarsi di cose belle fa parte di popoli che, oggi, vivono nella guerra. La qualità di quanto esposto è davvero considerevole, ci sono oggetti che penso di non aver mai neppure pensato. Dopo il tempo dedicato all’oriente, ci spostiamo per visitare l’installazione di …, anch’essa ispirata a mirhab e meditazione. Facciamo un break a base di patatine fritte da “Les rois de la frite”, proprio di fronte al Pantheon, poi proseguiamo per visitare il museo Delacroix. Si trova nell’abitazione stessa dove il pittore ha trascorso la sua vita, e contiene qualche pezzo di mobilio. Ci sono bellissimi acquerelli e oli,  più a soggetto floreale, che dimostrano la padronanza tecnica e l’occhio artistico del pittore. In parallelo, sono proposti gli acquerelli di Jean-Michel Othoniel, con una buona intuizione sul rapporto tra colore e fotografia,e sculture di Johan Creten, inguardabili. Usciamo dal museo, che si trova tra l’altro in un angolo raccolto e silenzioso si Parigi, per avviarci verso la zona più centrale. Sul percorso incrociamo la mostra fotografica di Jesse A. Fernandez, nella Maison  de l’Amerique Latine, che si dimostra una rivelazione. Bellissimi sono i ritratti di personalità dello spettacolo e dell’arte degli anni ’40 e ’50. La prossima tappa è Fauchon, per un po’ di sano shopping alimentare, e infine sul Blv Montmartre per incontrate Anne Lise. A casa prendiamo una cena leggera, siamo stremati …

Martedì 19 febbraio

Stamattina ci avviamo al Grand Palais per vedere la mostra di Feliz Ziem, che mi incuriosisce in quanto acquarellista. Scegliamo un percorso alternativo, per allontanarci dal traffico, e costeggiamo la Senna passando per strade antiche, dove anche i palazzi denunciano il tempo, e alcuni riportano targhe commemorative di personaggi che lì hanno vissuto, sono nati, sono morti, son passati … Arriviamo al Grand Palais attraverso il Ponte Alessandro III, senza dubbio il più monumentale e ridondante, per l’abbondanza delle decorazioni e l’imponenza delle statue. La mostra si rivelerà un po’ deludente, il pittore è molto bravo, ma non ha una gran personalità, aveva acquisito la pennellata veloce degli impressionisti, ma i suoi soggetti erano piuttosto banali. Ha prodotto moltissimo e, giustamente, ha avuto un vita un grandissimo successo. Dal Petit Palais, attraversiamo gli Champs Elysées per visitare una piccola, curiosa mostra di Frank Gehry. Il grane architetto, con il solo uso della carta da disegno, ha realizzato dei pesci in diverse fogge e dimensioni, più o meno raggruppati per dar vita a sculture luminose, Fish Lamps. Secondo Gehry, “The fish has a perfect form”. Rientriamo verso casa a piedi, con il breve intervallo di una crepe e di un hot dog, e facciamo le ultime spese nel Marais, alimentari e non: Chamonix Orange, Pain d’epices, Alice à Paris.

Chiudiamo in gran bellezza la giornata con una cena superlativa al Metropolitain, nuovo ristorante di un giovane chef capace di abbinare semplicità degli ingredienti, qualità e intuizione negli accostamenti. I piatti, di partenza semplici, si rivelano uno straordinario compendio di sapori prelibati. Da ripetere!

Mercoledì 20 febbraio

L’ultimo giorno a Parigi è sempre un giorno un po’ particolare, perché bisogna fare le valigie, chiudere casa … ma ci penseremo! Alla mattina facciamo la spesa al marchè d’Aligre, un posto dove volevo andare da tempo e che si rivela una risorsa: offerta amplissima e prezzi competitivi. A pranzo gustiamo un goloso falafel alla famosa As du falafel in rue des Rosiers, un panino strepitoso e sano, tutto vegetale. Infine, facciamo un giro alla mostra “L’Histoire de France raconté par la publicité” all’interno dell’Hotel de Sens (uno dei pochi monumenti medievali ancora attivi a Parigi), negli spazi della Biblioteca Forney. In realtà speravo di poter vedere qualcosa di più dell’interno di questa maestosa costruzione, ma non è così, la mostra è allestita in una zona marginale e purtroppo anonima. Ci prendiamo ancora un’oretta per fare un giro verso St. Eustache e le strade limitrofe, un’altra zona allegra piena di locali e negozi.  L’entrata a St. Eustache è sempre un’emozione, la chiesa è gotica che più non si può, potente con i suoi pilastri ben radicati a terra, ma leggera con le volte illuminate dalla luce colorata filtrata dalle vetrate. Alla sera poi, a cena, ostriche, salmone dell’Atlantico e vino di Borgogna, per chiudere in bellezza. Alors, on y va ….

AGOSTO 2013 (Francesca ed Emanuela)

15 agosto – Siamo arrivati, è Ferragosto anche qui

16 agosto – Mattino, al Louvre, per vedere anche la mostra dedicata Michelangelo Pistoletto. I giapponesi si specchiano e si pettinano. I gruppi passano veloci e indifferenti davanti a Giotto, Paolo Uccello, Veronese, Caravaggio, per andare a vedere la Gioconda. Qualcuno si ferma un po’ di più davanti a qualche altra opera d Leonardo. Al pomeriggio: Magazine Lafayette e spese per casa

17 agosto – Marchè d’Aligre, in questa zona non c’è turismo e molti negozi sono chiuso per ferie. Entriamo al BHV per la mostra sul Marais Pic&Spot. Al pomeriggio, Mison Rouge con la mostra My Joburg, dedicata a Johannesburg. Arrivano Francesca ed Emanuela.

18 agosto – Spesa al mercato, poi lunga visita al mercato delle pulci di Porte de Glignancourt. Quindi Tour Eiffel e canonica salita a piedi fino al secondo piano (pant pant). Da qui, ancora a piedi fino a Place decla Concorde.

19 agosto – Lunga tappa al Centre Pompidou per vedere quattro mostre una più bella dell’altra, sebbene di dimensioni molto diverse: Roy Lichtenstein, Simon Hantai, Geneviève Asse, Dove Allouche. Infine, spesa gourmand da Fauchon.

20 agosto – Lunga coda sopportata con pazienza per l’imperdibile e indescrivibile mostra di Ron Mueck, alla Fondazione Cartier. Poi giro nel Quartiere Latino: Rue St. Jacques, Rue Mouffetard. Da qui andiamo alla Pinacoteca di Parigi per la bella mostra di Tamara de Lempicka.

21 agosto – Giro di commiato nel Marais, spuntino con il falafel, poi lavatrici, valigia ….

GENNAIO 2014

(con Daniela, Derek, Patrizia, Stefano)

Giovedì 23 gennaio – E il mio compleanno e la sera mi festeggio alla grande al Bar à Huitres del blv Beaumarchais: zuppa di pesce fantastica, gamberoni strepitosi e crepes perfette. Più champagne e vino profumato. Patrizia e Stefano ci sorprendono e si uniscono a noi per la cena.

Venerdì 24 gennaio – Alla mattina facciamo la spesa, perché la sera si continuano i festeggiamenti, a casa. Poi visitiamo il Museo del Giudaismo (interessante, ma la storia degli ebrei è troppo lunga per condensarla così), che comprende l’esposizione del pittore Maryan e delle sue opere piene di angoscia e dramma.  Ci armiamo di pazienza e facciamo circa un’ora di coda per vedere la bella mostra fotografica  di Brassai, “Pour l’amour de Paris”, all’Hotel de Ville. Arrivano anche Daniela e Derek, ci siamo tutti. Alla sera, gran festeggio domestico!

Sabato 25 gennaio – Facciamo un giro all’Ile St. Louis, poi prendiamo il metro da St. Michel Notre Dame per andare verso la Tour Eiffel. Breve sosta con spuntino al Palais de Tokyo, poi lunghissima passeggiata fino a casa attraverso gli Champs Elysées, Faubourg St. Honoré, Marais. Sulla strada ci sorprende la mostra fotografica, un po’ patinata, di Richard Aujard nella prestigiosa galleria Laurent Strouk. Cena (e festeggiamenti e vino) alla Coupole.

Domenica 26 gennaio – Lasciamo liberi i nostri ospiti che vanno al mercatino delle pulci di Porte de Vanves, mentre noi ci dedichiamo alla spesa nel grande mercato di blv. Richard Lenoir. Nel primo pomeriggio andiamo alla Defense, dove piove che dio la manda, e allora torniamo verso casa. Ci rifugiamo nel Museo Carnevalet, che si rivela ricco, bello, interessante e vario. Terminiamo la giornata con la mostra fotografica di Charles Lansiaux “Paris 1914 – 1918: La guerre au quotidien”, allestita nella  Galleria della Biblioteca di Parigi. Qui ho il brivido del primo biglietto scontato per gli over 60.

Lunedì 27 gennaio – La giornata è fredda e ventosa, ma coraggiosamente attraversiamo i giardini delle  Tuileries, belli anche in inverno, per raggiungere Fauchon e fare un po’ di spesa gastronomica. Rientriamo a casa per accompagnare i nostri amici alla Gare de Lyon. Da qui, indomiti, andiamo a piedi fino alla Tour Eiffel e saliamo al secondo piano. Per il ritorno, ci concediamo il lusso del metro, e di una serata tranquilla a casa.

Martedì 28 gennaio – E’ possibile visitare l’interno dell’Opera Garnier, dove è allestita una mostra dedicata a Verdi e Wagner. Ne approfittiamo. Lo spazio relativo ai due compositori è interessante, ma il palazzo è sorprendente: ricco, sontuoso, con affreschi preziosi e un’architettura interna piena ma non eccessiva. Al piano superiore, corridoio lunghissimi e saloni dove si possono immaginare feste da ballo principesche. Il terrazzo offre un insolito punto di vista della piazza. Da un palchetto riusciamo a vedere le prove del balletto Onegin, che sarà in scena fra pochi giorni: lo riconosco, è un’emozione.

Alla sera siamo a cena da Chiara, che ci attende con Sylvain e Martin, e ci sono anche Sylvia con Giacomo, Ylan e Shan. I bambini sono meravigliosi. Le mie amiche mi commuovono profondamente con una piccola festa a sorpresa: mi fanno trovare una bellissima torta dedicata e uno splendido regalo. Sono senza parole. Grazie!

Mercoledì 29 gennaio – L’ultimo giorno è sempre dedicato genericamente alla città, per salutarla. Alla mattina riusciamo ancora a vedere una bella mostra dedicata a giovani artisti, tra cui Jon One, e passeggiamo fino al Louvre e alla Senna. Sul ritorno entriamo alla Polka Gallery, dove negli spazi sulla strada sono esposte le fotografie, davvero insolite, di Alexander Grorsky, mentre nel cortile prosegue la suggestiva esposizione dedicata al più grande di tutti, Sebastiao Salgado.

Alla sera chiudiamo in bellezza con ostriche e Chablis.

LUGLIO 2014

24 luglio – arrivo regolare e puntuale come sempre. Spesa, cenetta con una buona bottiglia di Bordeaux e fromage, piccolo tour della Place dea Vosges, tanto per vedere che non sia cambiato nulla …

25 luglio – In direzione Beaubourg, ci fermiamo all’Hotel de Ville per la mostra ‘Liberation de Paris – Août 1944, le combat pour la liberté’. La prima parte è fotografica, riprende momenti degli ultimi giorni di combattimenti oltre che le prime pagine dei giornali, moltissimi!, del giorno stesso, mentre annunciavano la liberazione di Parigi. In chiusura un lungo filmato, con il Generale De Gaulle gran protagonista, che mostrava la gioia della popolazione liberata. Impressionante la stragrande maggioranza di donne presenti nei cortei e tra la folla inneggiante. I pochi uomini erano anziani, gli altri, i mariti, i figli, ancora al fronte, o scomparsi.

Raggiungiamo il Beaubourg per le mostre in corso in questo momento: Martial Raysse, artista francese che esordisce con la pop art (difficile trattenersi dal dire Lo potevo fare anch’io) prosegue con un’arte molto ironica e divertente, usa tutti i mezzi espressivi e rivede con forte spunto soggettivo, i ritratti classici, oltre ad altri scomposti in modo molto personale, ma si chiude con una pittura di grandi formati e molto meno ricca di personalitá.

Picabia, Man Ray et la revue ‘Littérature (1922-1924) è un interessante excursus sulle copertine, e i contenuti, della rivista diretta da André Breton, per la quale i due artisti hanno disegnato copertine e illustrato articoli in modo spesso provocatorio e irriverente. Si capisce che si divertivano moltissimo.

Hommage á ‘Magiciens de la terre’ si rivela una mostra fotografica che si limita a illustrare le installazioni preparate in passato per la mostra originale. Per fortuna in entrata c’è un bel video registrato durante l’esposizione, che spiega le varie opere artistiche e ne illustra l’aspetto magico, da rituale, metafisico che vogliono trasmettere.

Infine, Une histoire – Art, architecture et design, dea années 80 à aujourd’hui, coinvolgente, colorata, rumorosa, un esempio lampante di come gli artisti non possano oggi sottrarre la loro creatività a tanti diversi stimoli che arrivano dalla cronaca, dall’ambito sociale, dalla politica, e indirizzano la loro produzione in quest’ottica allargata.

Dopo la lunga visita ci rilasciano al Paradiso au fruit con due belle spremute fresche, quindi rientriamo verso casa per gli obblighi quotidiani della spesa. C’è ancora il tempo per un attento giro alla Polka Gallery, sotto casa, dove ammiriamo (letteralmente) le splendide foto di Françoise Huguier.

Verso mezzanotte arrivano (gioia!) Daniele e Federica

26 luglio – Dopo una passeggiata fino quasi in Place de la Concorde per raggiungere Fauchon e fare un po’ di shopping mangereccio, abbiamo preso la metro verso Place de la bataille de Stalingrado, ovvero siamo arrivati al Bassin de la Villette con l’intenzione di prendere una barca e navigare sul Canal d’0urq. Siamo abbastanza fortunati, la fila per l’imbarco é breve e veloce, prendiamo posto in un punto molto panoramico. La navigazione si svolge all’interno di un canale piuttosto stretto che, dopo aver incrociato i vecchi mulini ristrutturati di Pantin, si snoda tra capannoni industriali, nella primissima parte, che poi lasciano posto a parchi e giardini ben attrezzati per i bimbi, a filari di pioppi e a mura, o resti di mura, che sono diventati tavole pittoriche per i tanti writers che decorano questi spazi con le loro coloratissime creazioni di Street Art.

Il giro dura un paio d’ore, molto piacevoli e rilassanti, sebbene la percezione di una velocità molto controllata alla lunga renda la gita vagamente noiosa, ma c’è bisogno anche di questo qualche volta. Alla fine ci sediamo sul bordo del Bassin de la Villette per una bella e buona birra. Il ritorno a casa, che prevede anche la spesa, é un po’ affannoso in quanto ci rendiamo conto che il nostro macellaio di fiducia, sul quale ho concentrato le mie scelte alimentari per la serata, é sparito … chiuso, in pensione o, chissá. Grazie alla buona memoria di Paolo ne troviamo un altro e la cena è risolta: riso basmati com pomodoro e lamelle di mandorle, bistecche di faux filet, patatine, quiche e formaggi di capra, tutto innaffiato da un ottimo Bordeaux. Tanto ottimo che regala, almeno a signore e signorine, una sonnolenza ingestibile. Dopo una breve passeggiata nella movida della Bastiglia, tutti a nanna.

27 luglio – Senza un vero programma, in quanto Daniele e Federica devono partire nel primo pomeriggio, cominciamo con la spesa al mercato di blv Richard Lenoir. Troviamo in fretta quello che ci serve, così ripartiamo per una passeggiata senza meta che ci porta a Republique, da qui, attraverso piccole e deliziose stradine decentrate, raggiungiamo quasi i Grand Boulevards. Meglio tornare verso casa, per fare un pranzo veloce (gamberi, pomodori freschi, frutta) e accompagnare Dani e Fede al metro. Raggiungiamo la Fondazione Cartier in blv Raspail che, per celebrare i 30 anni di attività, propone una collettiva di molti degli artisti che hanno esposto in questo periodo. Naturalmente c’è il meglio di tutti, é una gran soddisfazione ammirare tanta bellezza. La capacità concettuale di molti artisti moderni non finisce di stupire. La visita richiede circa tre ore, ma rientriamo a piedi attraversando mezza città. Nessun sentore del Tour de France, che pure si sta concludendo sugli Champs Elysées con, presumo, gran dispendio di entusiasmo e festeggiamenti. A casa siamo soli :((

28 luglio – Stamattina abbiamo finalmente onorato Parigi con la ( per noi) consueta salita a piedi al secondo piano della Tour Eiffel. Da qui il panorama é a 360 gradi e sempre mozzafiato.

Nel pomeriggio siamo entrati al Palais de Tokyo per visitare una serie infinita di mostre: devo dire che su alcune ho qualche perplessità, probabilmente dovute alla mia pochezza mentale (l’esplorazione del mondo dei fantasmi o dei riti di morte mi ha lasciata un po’ com’ero), mentre gli spazi dedicati ad artisti più evidentemente sereni e capaci di vivere la realtà con lo spirito giusto mi hanno coinvolta e divertita. Tra tutti, l’installazione di Paul McCarthy, “L’Etat du ciel”, il geniale “Aujourd’hui le mond est mort” di Hiroshi Sugimoto, l’onda senza riposo di Ange Leccia, “Jamais la mer ne se retirte”.

L’ampiezza della mostra ci ha portato via più tempo del previsto, é rimasto quello ci passare a! Ristorante Le Chardenoux, per prenotare !a serata. É stata una grande cena, bravo Cyril Lignac.

29 luglio – La giornata comincia con la visita alla mostra dedicata a Lucio Fontana, presso il Museo di Arte Moderna. Grande soddisfazione per un’ampia presentazione dell’opera completa di questo artista e di tutto il suo percorso, dalle sculture, alla ceramica, ai famosi tagli, aperture curiose sull’infinito, sull’ignoto, sul futuro. Intanto che siamo lì, concludiamo con una visita generale alla collezione permanente, interessantissima, e alle danze di Matisse.

A piedi raggiungiamo la Madeleine, vogliamo prenotare il concerto gospel in programma stasera, e sempre a piedi rientriamo verso il Marais: oggi é giornata falafel (e birra). Facciamo due piccole spese (Fragonard, Mariage Frères, Damman) e rientriamo a casa per prepararci. I GospelDream sono molto bravi e coinvolgenti, sebbene cerchino di convertirci tutti, purtroppo l’acustica della chiesa non é perfetta. Con tutto questo, cantiamo e balliamo con loro When che saints go marching in e Oh Happy Days. All’uscita ci aspetta una Parigi particolarmente ben illuminata, con la Tour scintillante d’oro e il faro che gira, e l’Assemblea Nazionale in versione tricolore. Concludiamo con una passeggiata lungo la Senna illuminata, visto che fra non molto dovremo salutarla.

30 luglio – Mi sconcerta un po’ questo luglio passato senza lasciare vere e proprie tracce estive. Insomma, é il mese estivo per eccellenza, non può andarsene così … Del resto ogni anno la sua fine mi dà davvero il senso del tempo che passa e che non gira in tondo … Ci avviamo in mattinata per un tour proposto dalla guida del Touring, percorsi ben identificati sulle mappe, che non mi ero mai decisa a seguire prima. Invece si rivela una buona scelta, quantomeno consapevole. La prima tappa é per la chiesa di St. Julien le Pauvre, unica chiesa in città dedicata al culto greco melkita, dalle origini antichissime, sebbene oggi abbia ampie parti rifatte. La prima costruzione risale al Medioevo, successivamente ha subito distruzioni e rifacimenti, e oggi si presenta con una facciata semplice, al limite tra il gotico e il romanico, in un angolo un po’ nascosto, seppur centrale, all’imbocco del Quartiere Latino, poco oltre la libreria Shakespeare. Sembra sorgere in un angolo di campagna, anche grazie al bel parco a fianco della chiesa stessa, che conserva l’albero, si dice, piú vecchio di Parigi. La passeggiata prosegue  reso la chiesa di St. Severin, splendido esempio di gotico flamboyant, con bellissime vetrate e un notevole rosone centrale. Continuiamo per la via St Jacques, dove costeggiamo il College de France, poi la Sorbona, e facciamo qui un break con le patatine del Roi des frites. Di nuovo in marcia verso il Pantheon, dove non entriamo, e la Biblioteca di Santa Jenevieve, dove invece ci affacciano e abbiamo la gradita sorpresa di essere accompagnati in visita da una gentile signora. Lo spazio più interessante é quello della biblioteca vera e propria, una sala immensa, illuminata da a!te vetrate, dove le colonne portanti sono state sostituite, grazie a un colpo di genio dell’architetto, da sottili, ma robustissime, colonne in ferro, che proseguono la loro corsa di sostegno anche sulle volte, dove il ferro propone un disegno di sole e luna. Del resto l’immagine simbolo di questa biblioteca é quella dello studente così immerso nello studio da non accorgersi che arriva la notte oppure, in entrata, una riproduzione ingrandita della Scuola di Atene di Raffaello.

Scendiamo dal monte dedicato alla santa protettrice di Parigi fino alla chiesa di St.  Nicholas du Chardonnet, dove vengo ripresa per i miei pantaloni corti …

Ci dirigismo verso la nostra zona: facciamo tappa alla Maison della Photographie per le esposizioni di tre grandi fotografe: Francoise Huguier, Marie-Paule Nègre, Katia Maciel

C’è solo il tempo per una birretta e poi a casa, a  fare le valigie