Parigi 2011 – 2012

MARZO 2012

Arriviamo l’8 marzo, così posso serenamente disinteressarmi della festa della donna, non vedo nemmeno una mimosa. Ottimo viaggio in treno, siamo a casa alle 14, dedichiamo il pomeriggio a una prima riscoperta di alcune vie del Marais e alla spesa. Visto ce ci siamo alzati alle 4, siamo troppo stanchi per fare altro. Domani si va.Cena: huitres e fromages, chablis e bordeaux, pain aux noix

9 marzo

Mattinata dedicata alla visita dello strepitoso Museo Marmottan, ricco di quadri di Monet e altri impressionisti, il tutto all’interno di un bellissimo e interessante Hotel Particulier. Poi passeggiata fino al secondo piano della Tour Eiffel, come da tradizione, e da lì ancora a casa, sempre  a piedi. La sera prendiamo un aperitivo-cena con Chiara Colombo, Monica Marconi e i loro compagni e bambini. Cena: strepitosa entrecote

10 marzo

In metro, Nissim de Comondo, e parc Monceau, zona dei banchieri ebrei (vedere netsuke). A piedi fino al Jeu de Paume con Ai Wei Wei e Berenice AbbotShopping gastronomico da Fochon. A piedi fino a casa e spesa, dopo cena tour di Place de VosgesCena: come giovedì, in più alghe di contorno

11 marzo

Con il metro fino ad Antony chez Sylvia eGiacomo, con Ylan & Shan. Ottimo pranzo a base di ostriche in tre versioni (crude, al gratin con soffritto di porri, fritte con farina di tapioca). Poi filetti di triglia con quenelle di fave su una base di salsa al pomodoro piccante. Al ritorno villaggio St Paul e boulevard Beaumarché per mercatino antiquariato, ma molto deludente. Cena con gazpacho e gamberi. Dopo cena passeggiata in un Marais deserto, come sempre la domenica sera

12 marzo

A piedi fino all’Hotel de Ville per vedere la mostra fotografica di Doineau dedicata ai mercati di Parigi (Les Halles) demoliti nei primi anni ’70 e sostituiti con gli attuali, di nuovo in rifacimento. Coda di oltre un’ora, anche perché la mostra è gratuita, del resto lo stesso Doisneau dice che “Parigi è un teatro e ognuno paga il biglietto con il tempo perduto”. Da lì andiamo al Beaubourg dove c’è una bella e ampia mostra dedicata a Matisse e a tutta la sua produzione, con la spiegazione del percorso che l’artista seguiva per realizzare le sue opere. A fianco la mostra “Danse ma vie” è ampia, divertente, didascalica, richiederebbe un po’ di competenza in  materia. Mi ha  colpito il ideo si Eliafur Olufsson, tutto è danza. Proseguiamo per il Quartiere Latino per fare un po’ di shopping (Paolo scarpe, io borsa) rientriamo e ci fermiamo a casa perché sono malata: niente cena con coppa di champagne come da programma

13 marzo

…. Siccome sono ancora un po’ malata, facciamo solo un po’ di shopping nel pomeriggio, e per cena minestrina e bistecca di faux filet

14 marzo

Andiamo direttamente al museo d’Orsay per vedere la mostra “Degas et le nu”, veramente interessante e che offre un dettaglio dell’opera di Degas diverso, fortemente professionale e rivelatore di competenze tecniche inaspettate, oltre a una personalità illuminata. Visitiamo anche una mostra dedicata a un pittore finlandese non particolarmente brillante. Poi, una volta dentro, è impossibile non tornare a vedere tutti gli impressionisti, espressionisti, i pittori che hanno dato la svolta nel XIX secolo, perché il fascino del colore e della luce è irresistibile. Sono tanti, alcuni pezzi sono capolavori irraggiungibili, ma che non si guardano mai abbastanza, ogni volta si scopre un particolare trascurato.

Poi a casa, tempo di valigie, domattina si parte all’alba.

SETTEMBRE 2012

6 settembre – Appena arrivati, ci dedichiamo a una visita al Beubourg dove c’è una mostra sull’architettura italiana negli anni ’60 ma soprattutto una strepitosa mostra dedicata a Gerhard Richter, pittore tedesco che non conoscevo ma geniale, innovativo e bellissimo. Facciamo la spesa e alla sera festeggiamo con una bella cena al Petit Beaufinger

7 settembre – Il tempo ci pare giusto, così al mattino andiamo direttamente al Parc Citroen e finalmente facciamo la salita in mongolfiera, con brivido del volo e panorama da 150 metri. E’ gonfiata a elio, praticamente un palloncino da bambini! Poi, andiamo a piedi fino al secondo piano della Tour, per onorare il nostro soggiorno parigino. Ancora a piedi percorriamo gli Champs Elysees, Faubourg St Honorè con vetrine e gallerie d’arte, e la bella vetrina di Hermes. Entriamo alla Madeleine, che è aperta e con una bella fioritura sulla scalinata di accesso.  Un po’ di  acquisti da Fouchon e senape Malle, poi a casa a fare tartine in attesa di Chiara, Sylvain e Martin.

8 settembre – Altro appuntamento di rito, il mercato delle pulci di Porte de Vanves, dove acquistiamo un orologio da taschino e un paio di occhialini da appoggiare sul naso (pince-nez). Non è, come invece credevamo, la giornata del patrimonio, quindi l’Eliseo e gli altri edifici pubblici non sono aperti, ripieghiamo sul Museo de Les Arts Decoratifs per la mostra Louis Vuitton – Marc Jacob: molto fashion of course. Bellissimo l’interno dell’edificio, che propone anche una mostra sul trompe-l’oeil e ha una collezione permanente di mobili Art Deco di altissima qualità. Interessante anche l’esposizione dei gioielli. Cerchiamo di raggiungere Chiara e Sylvain alla Galleria d’arte Rabouan Moussion, ma arriviamo tardi. Ammiriamo comunque  l’opera notevole del giovanissimo Luke Newton, alla sua prima mostra. Piccolo giro per il Marais e poi spesa e cena a casa, con successivo giretto digestivo.

9 settembre – Tradizionale spesa al mercato di Bouleard Richard Lenoir, poi ci avviamo a piedi fino all’hotel de Ville nella speranza di vedere una mostra che invece è chiusa. Incrociamo però la Senna e l’Ile St. Louis, che non avevamo ancora salutato, dove facciamo un piccolo shopping cadeau da Pylones. Con la metro raggiungiamo il Bois de Boulogne, che è affollato e un po’ polveroso, ma comunque piacevole per godere della giornata ancora bellissima e pienamente estiva. Dobbiamo organizzarci con le biciclette! Al ritorno, birretta al Bistro Populaire, cena e passeggiatina digestiva.

10 settembre – Visitiamo subito la mostra “C’etaient des enfants” all’Hotel de Ville, dedicata ai bambini ebrei cacciati dai nazisti e alle storie di aiuto e ospitalità offerte dai francesi. Molti di questi piccoli ebrei si sono così salvati,  sebbene la maggior parte di loro fosse rimasto orfano o avesse perso anche i fratelli. Con la metro raggiungiamo il quartiere di Montmartre dove c’è un outlet molto interessante di APC, tutto a metà prezzo. Compro due bellissimi pantaloni! Non era in programma perché non la amo molto, ma ormai che siamo qui saliamo la scalinata alla basilica di Montmartr, e ci godiamo la vista aperta su Parigi. Peccato un po’ di foschia, peccato ancora di più il degrado della zona e del percorso che riporta in basso, ricco di verde. Non è tanto lo sporco che disturba, quanto il cattivo odore. Rientriamo a Bastille con la metro e facciamo un o’ di spesa per la cena di stasera, abbiamo ospiti … E la cena sarà molto buona, annaffiata di ottimo vino francese, nostro e offerto da Anne Lise, e champagne offerto da Sylvia e Giacomo. E’ bello rivedere persone e accorgersi che, anche se non ci si incontra per mesi, il piacere di stare insieme è sempre tanto.

11 settembre – Piove! Coraggiosamente ci avviamo alla ricerca della Maison Rouge, una galleria d’arte verso Bercy, che troviamo chiusa. Per fortuna sulla strada troviamo una mostra fotografica all’aperto ambientata proprio sotto la pioggia. Rientrando verso casa facciamo l’acquisto di qualche piccolo regalo, ma l’acqua è davvero forte, bisogna fare un programma alternativo. Andiamo al cinema, a vedere La part des anges (Angel’s share) di Ken Loach, appassionante e divertente, e positivo. All’uscita dal cinema la pioggia è cessata, quindi ceniamo per strada con un falafel preso alla As del Fallafel in Rue Rosiers, squisito e molto più leggero di quanto non ci aspettassimo.

12 settembre – Durante l’ultima, bella giornata a Parigi prima del ritorno in Italia, non ci deludono le mostre al Jeu de Paume (Laurent Grasso, Eva Besnyo, Rosa Barba) e alla Maison Europeenne di Fotografia(Alice Springs, Claude Nori, Choi). Ma ci godiamo anche una bella e lunga passeggiata dal Louvre a casa, con il giro dei portici del Palais Royal, fioriti, e con il piacere di una golosa crepe. Ora valigie. Au revoir …

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